Manteca
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mantecaIl nome curioso di questo formaggio deriva dalla consuetudine inveterata di conservare le cose preziose in una "teca", in uno scrigno di protezione.

Nel nostro caso il bene prezioso è il burro e, se è vero che la necessità aguzza l'ingegno, la carenza di carta vegetale ha portato i nostri avi casari ad avvolgere le sfere di burro con la pasta filata di caciocavallo. Questa operazione, fatta ovviamente "a mano" ha coniato, dalle due parole "mano" e "teca" la "manteca".

La maestria dei casari ha poi aggiunto alla sfera di pasta con al centro il burro una piccola testa con relativo naso et voilà ecco la manteca esempio di vera e propria arte casearia. In tale scrigno il burro si conserva anche per mesi.

Al taglio, che si effettua dal fondo, si nota una sfoglia a forma di corona circolare sottilissima (ed è in ciò l'abilità del casaro ed il suo "segreto" di lavorazione) con al centro una fetta omogenea di burro giallo oro. Il burro contenuto nella manteca è quello "di primo affioramento" e quindi consigliamo di utilizzarlo per nobilitare crostini e bruschette o come base per piatti di pasta, riso, ravioli etc.

La manteca: un cuore di burro racchiuso in un sottile involucro di pasta di caciocavallo

Le "lettere" dei pecorini

Presso il punto vendita si rinnova ogni fine di anno l’iniziativa di esporre, per circa una settimana, forme di pecorino maxi a marchio “T”, pezzatura 10 kg, con stagionatura che varia da 36 a 44 mesi. Le forme esposte vengono presentate con una letterina in cui le stesse parlano e spiegano tutto l’iter di stagionatura e le cure a cui vengono sottoposte nel tempo affinché si raggiungano risultati eccellenti.

Contatti

Trotta Seleziona & Stagiona s.a.s.
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